Eva Colombo, Vie di scampo, capitolo sesto: Le corde della luna ( ispirato dal quadro Luna di Evelyn De Morgan )
 
Da questo labirinto non potrai fuggire se non grazie ad un filo d’Arianna. Ma non t’illudere che questo filo ti venga porto dai tizi che incontri ad ogni angolo: quelli là non ti riconoscono, non ricordano chi sei stata e che non sanno chi sei. Non ti fidare di loro: il filo che ti porgono si trasformerà in un guinzaglio, la salvezza che ti porgono sarà un cappio intorno al tuo collo. Ricorda: le corde della luna sono il solo filo d’Arianna che ti consentirà di uscire sana e salva da questo labirinto. Non puoi sbagliare. Le corde della luna sono fatte con il nastro che ti sei levata dai capelli quando li hai sciolti davanti allo specchio ed hai giurato a te stessa che mai più avresti nascosto la tua bellezza perché la tua intelligenza potesse palesarsi con maggior facilità. Sono fatte con la tenda che hai scostato quando hai scoperto che il buio della notte non ti faceva paura quanto il buio delle ombre create dal sole. Sono fatte con lo scialle che ti ha avvolto quando tutta sola hai attraversato un lugubre corridoio d’albergo per affacciarti ad una vetrata e guardare la luna crescente che era come un sorriso rivolto a te soltanto. Non ti illudere che giunga qualcuno a porgerti le corde della luna in questo labirinto in cui sei prigioniera. Quando avrai la sensazione che tutto è perduto, quando avrai pianto tutte le tue lacrime ed il tuo respiro sarà dolce ed ipnotico come il cigolio di una culla… le corde della luna verranno da te, come serpenti incantati dalla nenia del tuo dolore. Si avvolgeranno ai tuoi polsi ed alle tue caviglie come gioielli scintillanti e consentiranno a coloro che non ti hanno dimenticata di riconoscerti. Questi ti porteranno in salvo: coloro che ricordano chi sei stata e sanno chi sei.